Rivoluzione Salva Famiglia

… contro il sistema criminale statale

Paura dell'abbandono

Non ci si libera facilmente dalla paura di essere abbandonati.

Soprattutto chi ha subito distacchi o lutti dolorosi in tenera età ha sempre paura di riviverli ogni volta che ama o che stabilisce un rapporto che spera possa durare nel tempo.

E’ come se il dolore che ha segnato l’ infanzia restasse sospeso sopra la testa come un spada di damocle.

In questo modo la persona diventa adulta fisicamente ma non emotivamente e si sente sempre in pericolo, minacciata, costantemente in procinto di perdere un affetto o, meglio dire, una sorgente di amore.

Da bambini infatti quando si perde l’amore di un familiare, del padre per esempio, si è portati a pensare di essere in qualche modo colpevoli, o responsabili e di meritare per questo, il castigo della sofferenza, oppure  si pensa di VALERE POCO da poter essere lasciati soli a scontare la pena. Insomma il bambino che ha sofferto il distacco si sente SVALUTATO-COLPEVOLE-PERDENTE e SOLO.

Un senso di AUTOSVALUTAZIONE di PERDITA e diCOLPA che conserverà da adulto.

Questa sensazione viene proiettata all’interno di sè stesso e covata nel tempo in maniera latente, così che quando si incontra una persona da amare, la sua paura di restare solo torna a farsi viva in tutta la sua forza come una “velenosa malattia della mente” e del cuore.

Le persone che soffrono di questa sindrome dell’abbandono sono persone che sono cresciuti con la mancanza di importanti affetti, educazione, cure, ecc… Queste persone vivranno la loro vita alla ricerca DISPERATA di qualcuno che sia in grado di dargli quello che non hanno ricevuto in età prevalemtemente pre-adolescenziale ed adolescenziale.

Che il soggetto in questione sia un uomo o una donna, una cosa è certa: l’individuo avrà grossi problemi nell’intento di costruirsi un legame affettivo sano ed importante come quello con un compagno o una compagna di vita. In pratica, la persona finirà molto probabilmente per essere una persona SOLA.

Chi l’ha subito da piccolo, conosce bene l’intensità di quella sofferenza, sa che può diventare insopportabile e così cerca di allontanarla e prevenirla.

ATTACCO ALL’AMORE

Proprio per ribellarsi e non subire passivamente l’attesa di un nuovo evento doloroso, il soggetto può decidere di trasformare il suo tormento e la sua paura interiore in un vero e proprio attacco all’amore con comportamenti tesi a boicottare la buona armonia o il proseguimento felice del rapporto d’amore. L’attacco in questione può essere di due tipi:

PRIMO TIPO – “Eccessiva richiesta di dimostrazione d’amore e daffetto”

Le persone che soffrono di questo disturbo sono molto spesso persone che hanno un gran bisogno di dimostrazioni d’affetto e di amore. Uno smisurato bisogno che provoca stress e fatica nell’inidividuo che è chiamato a dimostrare (compagno o compagna) amore ed affetto, fino al punto di essere vissuto/a come un secondo lavoro. Una condizione insostenibile che porta solo alla fine del rapporto, all’abbandono.

SECONDO TIPO – AUTO ALLONTANAMENTO

Si cercano nuovi rapporti dei quali forse non importa nulla cercando inconsciamente di farsi scoprire e di mettere in crisi quell’unico rapporto al quale si tiene davvero.

 Una volta rovinata la relazione e innescato un nuovo abbandono, chi lo ha determinato se ne sentirà di nuovo colpevole, perpetuando quella paura e quel senso di AUTOSVALUTAZIONE che costituiscono le sue convinzioni interiori, conscie o inconscie che siano.

TERZO TIPO – Rottura del rapporto – Ti lascio prima di essere laciato/a

Poichè dentro si è convinti che la felicità non può durare, purtroppo la si distrugge con le proprie mani.

Si vuole agire prima di un destino che si ritiene ineluttabile.

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In poche parole… la privazione di un genitore è un atto criminale in quanto candida un figlio ad un individuo incapace di costruire. Un figlio privato di un genitore è un figlio candidato all’infelicità.

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di Rossella S. – Sorgente http://www.piuchepuoi.it/paura-dellabbandono-cosa-ce-dietro.html – adattato per questo sito.

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