Rivoluzione Salva Famiglia

… contro il sistema criminale statale

Alessandra G

“Non mi toglierete anche Marianna” Si getta dalla finestra con la figlia

Una foto della madre che si è gettata dalla finestra con la figli

La tragedia in una casa famiglia dove da tempo erano ospitate.
Morte sul colpo dopo un volo dal 3° piano: la piccola aveva 3 anni. Alla donna erano già stati tolti
due figli ora adolescenti

Alle 8,30 di ieri mattina, Alessandra G., 33 anni, ha deciso che no, non avrebbe sopportato che le portassero via anche Marianna, 3 anni, frutto di una relazione iniziata nel 2005, con un uomo, Fabio Costa, «con cui aveva un progetto di vita comune, con l’idea di creare una nuova famiglia», come puntigliosamente scriveva nel mare sterminato delle carte giudiziarie. Nuova perché la prima si era disgregata, con due figli minori ora adolescenti, affidati entrambi dal Tribunale a una comunità, a causa di una serie di episodi delicatissimi. Così la donna ha indossato una tuta bianca, ha vestito con cura la bambina, maglietta rosa e pantaloncini rossi e s’è gettata dalla finestra del suo mini-alloggio, terzo piano, all’interno dell’Opera Pia Viretti di Torino, una villa ombreggiata da alberi sulla collina di Torino.

Mamma e figlia sono morte sul colpo. Adesso le persone che hanno trascorso con loro le ultime ore, dicono che potrebbe essere stato o un piano meditato da tempo o un gesto improvviso, d’impeto, dettato dalla disperazione. Ma, in entrambi i casi, mamma Alessandra – almeno nelle ultime 48 ore – non aveva dato alcun segno premonitore del gesto atroce che invece ha commesso lasciando la sua famiglia avvolta da un dolore che non si può descrivere. In un memoriale affidato alla Procura, Alessandra aveva spiegato bene il suo stato d’animo e i suoi desideri: «… Nel 2001 stringevo una forte e solida amicizia con Fabio… il progetto era di costituire un nucleo familiare ed in ragione delle difficoltà economiche di poter mantenere, oltre a tutte le spese, un’abitazione autonoma con il pagamento di un affitto, abbiamo più volte tentato di chiedere l’assegnazione di un’abitazione popolare…».

Sogno proibito. E quando si profila all’orizzonte l’ipotesi di togliere Marianna a questi genitori che cercano con fatica di avere un’esistenza normale, come tante, è il padre che, in altre carte, osserva che si tratta di un provvedimento ingiustificato, comunque negativo per la vita della piccola, circondata dall’affetto e dalle attenzioni di una «famiglia allargata». Cioè i nonni, gli zii, i cognati con i loro bimbi che giocano con Marianna, al centro di un mondo ricco d’affetto e di tante attenzioni. Alessandra si era confidata con gli amici, era nato persino un gruppo di sostegno su Facebook: «Aiutiamo Alessandra a riabbracciare sua figlia». Nel profilo, ieri, il messaggio finale: «Chiuso per tristezza». E, sempre su Facebook, lei aveva scelto un solo aggettivo per descriversi: «coraggiosa».

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