Rivoluzione Salva Famiglia

… contro il sistema criminale statale

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https://www.vg.no/nyheter/innenriks/i/jW6qq/the-king-of-foster-homes

https://bmchealthservres.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12913-018-3365-6

http://www.lanuovabq.it/it/la-norvegia-che-ruba-i-figli-ai-genitori-al-vaglio-delleuropa

 

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Norvegia: «Lo Stato mi ha rubato i figli senza motivo»

La polizia ha chiuso il caso: «Non ci sono prove per accusare mio marito, ma i miei quattro figli sono ancora detenuti dal Barnevernet». In seguito allo scandalo pedofilo che ha coinvolto i servizi sociali norvegesi, noti per il fatto di allontanare da casa migliaia di bambini ogni anno, Alitcia Forsberg-Qaushi ha raccontato alla NuovaBQ il suo caso, fatto di illazioni fondate sul nulla e di ragioni economiche e ideologiche.

La polizia ha chiuso il caso:«Non ci sono prove per accusare mio marito di violenza domestica. Eppure i miei figli sono ancora detenuti dai servizi sociali». In seguito allo scandalo pedofilo che ha coinvolto i servizi sociali norvegesi, noti per il fatto di allontanare da casa migliaia di bambini ogni anno (soprattutto figli di stranieri), Alitcia Forsberg-Qaushi ha voluto raccontare la sua storia alla NuovaBQ. Anche il suo caso, come quello delle mamme intervistate nel documentario di denuncia della Bbc, parla di ipotesi e illazioni fondate sul nulla e di un sistema sociale infantile Barnevernet o Cps “Child protection service”) prepotente e corrotto.

Tutto cominciò oltre un anno fa con l’accusa di “mancanza di limiti e organizzazione” da parte dall’asilo in cui la donna, mamma di quattro bimbi, mandava i suoi primi tre figli. Secondo la famiglia, svedese di madre e albanese di padre, il conflitto partì da alcuni screzi avuti con l’asilo per il fatto di non concordare pienamente con il loro sistema educativo, lamentandosi del fatto che i bambini non venivano lasciati lì a tempo pieno: «Inizialmente dicevano che il pranzo portato da casa era troppo pesante. Si arrabbiarono perché insieme al cibo c’era lo yogurt, che non sapevamo fosse vietato: non siamo norvegesi, perciò non conosciamo esattamente le regole». Ma per l’asilo quello era un segno della mancanza di limiti e di regole necessari per la crescita dei bambini.

Allora Alitcia era ancora in maternità, ma fu spinta ad iscrivere immediatamente anche il quattro figlio all’asilo. Il piccolo aveva solo un anno «ma obbedii, solo che tre settimane dopo si sono portati via dall’asilo tutti e quattro i miei figli». Dopodiché i bambini sono stati separati in tre famiglie affidatarie con un permesso di visite materne di sole 12 ore all’anno e di 4 paterne.

Ma c’è di più. Qualche mese prima dell’allontanamento dei bambini, l’asilo mandò a casa della famiglia una dipendente dei servizi sociali «che non ci rivelò la sua identità e che si comportava come una poliziotta, incurante del fatto che le sue visite potessero traumatizzare i piccoli». Anche nel caso di Alitcia, come in quelli riportati dalla Bbc, i rapporti dei dipendenti del Cps «erano pieni di errori e di accuse false, fondate su interpretazioni dei fatti assolutamente opinabili». Non solo, perché «nelle carte si leggono frasi come questa: “Se non vi focalizzate su un lavoro, questa famiglia collasserà”». Infatti, «dissero a mio marito che doveva rimanere a casa, mentre io dovevo lavorare. E siccome volevo cambiare asilo ai nostri figli, ci assicurarono che in questo modo ne avremmo perso la custodia: i bambini dovevano rimanere all’asilo ogni giorno dalle 9 alle 15».

Secondo i servizi sociali il livello economico della famiglia non era sufficiente, «ma invece che aiutarci, se questo era il loro parere, hanno preferito reclamare la custodia dei bambini fornendo allo Stato per ciascuno di loro dalle 600 mila a un milione di corone all’anno, (dai 63.300 ai 105 mila euro) una gran parte dei quali vanno alle famiglie affidatarie norvegesi, che così possono permettersi di non lavorare. Lo Stato dà anche premi pecuniari ai dipendenti del Cps che allontanano i bambini da casa».

La difficoltà economica della famiglia era inoltre causata dal Barnevernet stesso: «Per un periodo di tempo i dipendenti dei servizi sociali ci controllavano dalla mattina alla sera, stando in casa con noi e contribuendo ad un clima di tensione costante. Ci davano solo tre ore libere al giorno, in cui potevamo uscire per fare commissioni o per andare a prendere i bambini, perciò non potevamo lavorare. Questo ci costrinse a dover risparmiare così tanto da non poter pagare un guasto alla macchina, per cui cominciammo a camminare tre ore al giorno per portare e andare a prendere i bambini all’asilo. Arrivavamo a casa esausti». Alitcia ci ha mostrato diversi filmati che documentano il lungo tragitto.

Alla famiglia venne poi proposto di recarsi presso una “Family center house”a cui seguì un rifiuto per paura che lo step successivo, come spesso avviene, fosse la sottrazione dei minori. Solo a questo punto «mio marito fu accusato di violenze», motivo per cui, su ordine di Cecilie Tönnessen, una delle responsabili del Cps, Mary ann Taraldsen fu inviata ad interrogare i piccoli ad insaputa dei genitori: «Abbiamo potuto vedere i filmati scoprendo che le domande – continua Alitcia – sono costruite in modo da forzare i bambini a rispondere secondo le accuse. Ma siccome loro non sono caduti nel tranello, la polizia ha dovuto chiudere il caso». Nonostante ciò alla famiglia venne imposto di non muoversi per le vacanze estive. Di più, «i nostri figli dovevano passare tutti i giorni dell’estate all’asilo». Finché, a settembre 2017, furono allontanati da casa «e ancora oggi il Cps ci tratta come fossimo colpevoli, mantenendoli sotto la loro custodia».

Tanti sono i dettagli che sfuggono. Ad esempio, «quando mio marito domandò alla polizia come mai avesse aspettato così a lungo (3 mesi) ad intervenire dopo le accuse mosse dal Cps la risposta fu che non c’era posto libero nella “casa dei bambini” in cui la polizia di solito svolge gli interrogatori». Alitcia è quindi arrivata alla conclusione che esista «una cooperazione tra polizia e Cps poco trasparente, con un progetto già predefinito per portare via i figli a migliaia di famiglie: dovevano costruire un caso che giustificasse la decisione dei servizi sociali di prendersi i nostri figli a tutti i costi».

Inoltre, non si capisce perché il Barnevernet ha abbia rifiutato alla famiglia uno psicologo che ne valutasse la capacità genitoriale, mentre «nel Fylkesnämnd (una specie di tribunale di famiglia) fu chiamato Einar Heiervang, uno psicologo che non aveva mai avuto alcun contatto né con noi né con i bambini: ha scritto un rapporto costruito solo sul materiale dei servizi sociali, dichiarando che io ero adatta per essere un genitore e che il problema era mio marito». Come mai? Fin dall’inizio, continua Alitcia, lo scopo «era di metterci l’uno contro l’altro». Alla donna è stato quindi proposto di ammettere le colpe paterne per riavere la custodia dei bambini: «Dovevo anche prendere le distanze da lui, escluderlo da casa e terminare ogni tipo di rapporto o comunicazione. Insomma, dovevo diventare una madre single».

Fatto sta che sebbene le accuse siano crollate, da ormai un anno i bambini sono lontani dai genitori. «E quando abbiamo chiesto alla polizia perché il nostro caso fosse in attesa invece che essere rinviato a giudizio, ci hanno ripetuto che non hanno ancora prove contro il padre!». Oggi Alitcia e il marito Armend stanno cercando ogni via legale per riportare a casa i figli, ma più il tempo passa più il rischio è quello che siano resi adottabili. «Voglio aggiungere che il 70 per cento dei bambini dati in affido in Norvegia risulta essere un criminale o un tossicodipendente. Inoltre se questi avranno in seguito figli propri, è probabile che il Cps prenda anche loro con la giustificazione che hanno background problematici».

Tutto ciò, secondo Alitcia, è legato a motivi ideologici ed economici insieme: «Il Barnevernet ha titoli sul mercato e tutti guadagnano soldi quando un bambino viene portato via da casa». I servizi sociali in Norvegia hanno un tale potere che se un tribunale decide che un bambino deve essere ricongiunto ai genitori, possono rifiutarsi di restituirlo alla famiglia e «persino vietare che singoli casi siano discussi a livello governativo o che i minori possano ricorrere individualmente all’Onu per la violazione di un loro diritto da parte dello Stato».

I media in Scandinavia sono lontani dal mostrare un’immagine come quella descritta da Alitcia che, rifacendosi alle statistiche, ricorda «i quasi 5 bambini portati via ogni giorno Oltre 1.545 all’anno) con la forza alle loro famiglie nella piccola Norvegia che conta 5,3 milioni di abitanti. Se si pensa che tutto ciò è cominciato anni fa, si può dire che in 20 anni circa il 30 per cento di una generazione di bambini è stata separata dai propri familiari. Ci sono anche statistiche sulle morti e i suicidi dei bambini sotto la custodia del Cps».

Ma se si chiede alla donna il perché ideologico di un tale accanimento, lei risponde parlando della sua esperienza e di quella di migliaia di famiglie: «Lo Stato voleva i nostri figli per diversi motivi. Uno è che la nostra mentalità non è norvegese e che non volevamo accettare che il modo di educare i nostri bambini ci fosse imposto, ecco perché la maggioranza di coloro che perdono i figli è straniera e tendenzialmente a basso reddito con pochi mezzi per contrattaccare: conosco persone che hanno osato dire la verità sulla corruzione dei servizi sociali e come risultato hanno perso il lavoro e magari i figli».

Ad Alitcia viene in mente 1984 di George Orwell «in cui lo Stato si impossessa dei suoi cittadini», ritenendo pericoloso che si distanzia dalla sua ideologia. Basti pensare che «la Norvegia in generale preferisce le madri single alle famiglie: il sistema di aiuto economico è costruito in modo che i benefici siano più per i single che per le famiglie, infatti hanno provato più volte a convincermi di separarmi da mio marito spiegandomi che avrei ricevuto più soldi dallo Stato». E i padri? «non sono nemmeno considerati, tanto che spesso la madre è dichiarata già alla nascita inadatta come genitore e il figlio viene dato in affido senza che sia lasciato al padre anche fosse in grado di crescerlo».

Ecco perché il documentario della Bbc parlava di famiglie norvegesi che vivono nel terrore del Barnevernet, ma che dopo il caso internazionale della famiglia Bodnariu (i cui 5 figli vennero allontanti da casa per la loro educazione cristiana) stanno cominciando ad alzare la testa.

Glenda Mancini colpisce ancora

Oggi è successa una cosa che ha dell’incredibile che merita un post. Un post per denunciare ancora una volta il potere incredibile del cervello femminile nel credere a cazzate “auto-raccontate”, passatemi il termine.

Lo scorso 21 di Marzo pubblicai un post che dimostrava la mancanza di fondatezza di dati sulla quale la neo-laureata Glenda Mancini ha basato la sua tesi di laurea, poi pubblicata su un libro. Il mio post illustra chiaramente ed inconfutabilmente  che i dati riportati su quel libro sono errati. Si può quindi dire che la Sig.na Mancini ha “aperto bocca senza cognizione di causa”.

Cosa leggo oggi sulla sua fanpage in Facebook? La Mancini che si lamenta del fatto che Internet è popolato da gente che… leggete sotto, quello sottolineato in rosso.

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Non potevo credere alle mie ORECCHIE (si si… come lei dice che la gente apre bocca per scrivere, posso anche dire che apro gli occhi per ascoltare, no?!)

Si, gente. Internet è pieno di gente che scrive senza cognizione di causa, dobbiamo accettare questa triste realtà. Ma la cosa peggiore, quello che mi fa veramente incazzare, è che a certi individui viene data la possibilità di SCRIVERE CAZZATE anche su LIBRI!

L’uomo Vittima di una Donna Carnefice – Un’altra propaganda misandrica?

In breve, questo è un libro da togliere dal commercio.

Premetto che non ho letto il libro e quest’articolo è una riflessione sui contenuti (immagine e testo) della copertina. Ma, se l’introduzione di copertina rappresenta i suoi contenuti, come di solito è, allora possiamo dire che questo libro non merita nessuna considerazione da parte di potenziali lettori, in quanto contenente informazioni false, che cioè non corrispondono alla realtà del problema trattato.

L’inesattezza delle informazioni riportate in copertina insieme alla foto mi fanno pensare ad un’altro strumento di propaganda misandrica, quel tipo di propaganda “formatrice del pensiero delle masse” che tutti sappiamo essere perpetrata sulle società occidetnali da decenni ormai.

PREMESSA

Qualche settimana fa fui invitato alla pagina della Glenda Mancini, autrice di questo libro, dove ebbi modo di vedere la copertina del suo libro che, come dice lei, è la pubblicazione della tesi con cui si è laureata in science dell’investigazione. Ebbi subito una strana sensazione del tipo “qui gatta ci cova”. Sentii puzza di “propaganda misandrica”. Commentai la sua copertina, sperando in una risposta chiarificatrice. Il commento dopo qualche giorno sparì, eliminato.
La puzza si faceva quindi più forte ma siccome tendo sempre a dare il beneficio del dubbio, invito l’autrice ad una chat in facebook. La signorina Mancini mi scrive cose che fanno trasparire una grande ingenuità ed una grande ignoranza su tematiche che invece la dovrebbero vedere molto più preparata. Queste tematiche sono il marketing, la comunicazione e l’editoria che, come sappiamo, molto spesso strumento sfruttato a disposizione di un sistema criminale anti-sociale. Ho pensato quindi di fornirele alcune informazioni verso le quali ha dimostrato non molto interesse.

La Mancini è stata cortese nel ringraziarmi per le informazioni fornite ma ho avuto la sensazione che le interessasse poco. Questo suo disinteresse mi porta a pensare “Che si tratti di un’altra burattina utilizzata dal sistema criminale come portavoce di messaggi distruggi società? Che sia un’altra paladina di movimenti femministi, utilizzata come la Gloria Steinem, anche se in misura molto inferiore?
Ignoranza, bella presenza, ingenuità, e livello di QI decisamente non “troppo alto” (ci ho discusso)… mmmmm gli ingredienti ci sono tutti.

LA COPERTINA

Quella copertina è qualcosa di oltraggioso sia all’immagine dell’uomo che a quella quella della donna. Una delle fotografie più oscene e pornografiche che abbia mai visto in vita mia. L’introduzione in copertina denota un’errata (o distorta) rappresentazione della realtà del tema trattato (violenza di genere, o domestica, ecc) e denota, forse, una grande ignoranza da parte dell’autrice. Spero che d’ignoranza si tratti, il che significherebbe che l’autrice è in buona fede e che non sta quindi facendo volutamente (dolo) campagna misandrica.

Forse non tutti lo sanno ma le tecniche di formazione di massa (formazione mentale) che il sistema utilizza attraverso i mezzi di comunicazione di massa (tv, giornali, riviste, radio, internet ed anche libri) avvengono attraverso messaggi subdoli e/o subliminali che hanno come target il nostro subconscio.  Il nostro subconscio ha un potere molto forte sul nostro “io” e da lì, i nostri pensieri ed i nostri comportmaneti. A chi volesse approfondire l’argomento, soggerisco questo articolo.

L’immagine di copertina può essere definito un rivoltante contributo al piano di distruzione dei rapporti uomo/donna perpetrato da decenni sulle società occidentali da parte di organi di Stato attraverso i mezzi di comunicazione di massa.

L’immagine di copertina comunica roba tipo: “uomo vittima”, “uomo schiacciato”, “uomo dominato”, “donna violenta”, “donna disprezzante”, “donna dominante”. Tutti messaggi che non servono altro che a distruggere i rapporti uomo/donna (e di conseguenza la famiglia, materia di cui si occupa questo blog). Messaggi che come molti di voi sanno, vengono perpetrati sulla società per decenni da parte dei mass-media servitori dello Stato criminale. Questo tipo di propaganda è un crimine sull’umanità per il quale, fosse per me, darei 10 anni di galera agli editori oltre che a fargli “chiudere bottega”, perché un editore dovrebbe avere un codice etico che dovrebbe rispettare.

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Ma l’obrobrio criminoso, perché di crimine sull’umanità si tratta, non finisce nella scelta dell’immagine ma prosegue in quello che c’è scritto in copertina come introduzione al libro.

Torno un attimo alla chat intercorsa in privato con l’autrice…

L’oggetto di quella chat voleva essere l’immagine di copertina. Le esprimo il mio disgusto e le dico da cosa è provocato. Le parlo di propaganda misandrica e su come immagini del genere vengono utilizzate sulla società a fini denigratori contro l’uomo. Lei cerca di spostare la mia attenzione sui contenuti.

Lei “si parla di violenza domenstica nel libro”
Io: “Quell’immagine dice anche un’altra cosa…”
Lei: “…be che dirti mi spiace che a te sia arrivata così, però c’è una sinossi che spiega che è proprio l’opposto, tu dici la gente non legge, hai ragione. Ma questo libro è per chi legge…”

Mi salta all’occhio l’errato utilizzo della punteggiatura (divertente vedere i suoi supporters che mi attaccano puntando il dito su alcuni errori di battitura o sugli accenti (che peraltro sono volontari), ma ok… seguo il suo consiglio e vado a leggere la sinossi. Quello che scopro mi sconvolge e, per questo, ho deciso di scrivere un articolo, questo a scopo di denuncia.

ANALISI ALLA SINOSSI DEL LIBRO

“Nel libro è dimostrato come il concetto di “violenza di genere” venga troppo spesso tradotto erroneamente dai mass-media come “violenza esclusiva dell’uomo sulla donna”… 

I mass-media traducono? Cara Glenda Mancini, i mass-media non traducono, formano! Mai sentito parlare di propaganda misandrica? Non si tratta di traduzione o interpretazione delgi eventi, si tratta di pura INVENZIONE DI DATI al fine unico di mettere in conflitto l’uomo e la donna. Lo scopo unico è la destabilizzazione sociale.
A queste propagande misandriche “destabilizza società” ci si presta anche l’ISTAT, l’Istituto Nazionale per la Statistica, sul quale ti rimando, cara Glenda, ad un articolo scritto da Fabio Nestola di cui potrai facilmente appurare la sua autenticità, visto che lo conosci.

Ma proseguiamo… Sempre in copertina si legge…

“Dai risultati, infatti, è possibile affermare che esiste una violenza della donna sull’uomo che si manifesta con caratteristiche e tipologie considerate tipicamente maschili”.

Leggete questa frase e guardate la copertina. Il messaggio (diretto all’inconscio): Atteggiamento tipico maschile = mettere i piedi in faccia ad una donna.

Se tu avessi fatto davvero ricerca avresti scoperto che la realtà è tutt’altra cosa e cioè che…

  1. il tipo di violenza che le donne infliggono sull’uomo sono in prevalenza di tipo psicologico“da > Indagine_conoscitiva_sulla_violenza_verso_il_maschile_2012-03 – Sezione 5C, pagina 9 – Violenza Psicologica ed Economica >> “Dall’analisi dei dati emerge con chiarezza che, pur sotto molteplici aspetti, in generale si tratta deltipo di violenza più diffusamente subita dagli uomini.”

  2. il tipo di violenza fisico, invece, vede le donne usare armi ed oggetti di vario tipo
    % donne % uomini
    Violenze minori
    lancio di un oggetto 23.6 15.8
    tentativo di lanciare un oggetto 14.9 7.3
    lancio di un oggetto contro il partner 16.2 4.6
    spinte o prese violente 19.8 17.2
    Violenze gravi
    schiaffi, pugni, calci 15.8 7.3
    uso di armi 3.1 0.9

    Articolo completo: https://rivoluzionesalvafamiglia.wordpress.com/2012/03/04/dati-sulle-violenze-domestiche-non-diffusi-dai-media/

Ed ancora…

“Ci sono voluti anni di appoggio e supporto per incoraggiare le donne a denunciare la violenza domestica.”

Cara Glenda, se tu avessi fatto ricerca, vera ricerca, avresti capito che il miglior termine da utilizzare per descrivere questa triste realtà di cui noi tutti entrambi uomini e donne sono vittime, non è incoraggiare ma, semmai, convincere o, meglio, plagiare. Tu non hai idea di quante risorse sia finanziarie che umane sono state investite dai criminali americani prima ed europei dopo in movimenti conosciuti come “per la Liberazione della Donna”, con lo scopo di forgiare le menti delle poverette del tuo sesso a far guerra contro gli uomini. Tu non hai idea delle tecniche di persusione che sono state adottate al fine di mettere in conflitto gli uomini con le donne. Qualora tu volessi approfondire, eccoti una buona partenza >> http://fottuti.wordpress.com/2012/06/22/gloria-steinem-come-la-cia-ha-usato-il-femminismo-per-destabilizzare-la-societa

La Mancini, mi hai detto che quell’immagine non l’hai scelta lei. Mi ha detto che le è stata proposta in due differenti colorazioni e che a lei è stato chiesto di scegliere il colore che più le piaceva. Le credo.

CONCLUSIONE

Non sono in grado di dire che ci sia del dolo ma gli elementi fanno pensare ad un’altra campagna mediatica del tipo “propaganda denigratoria o misandrica” di cui l’autrice è ignara si stia consumando alle sue spalle, sotto suo nome. Le ho dato gli elementi per investigare e quindi spero, per lei, che lo faccia.

Resta il fatto che la sua tesi, sempre che ne esista una, ed il suo libro sono basati su dati falsi o errati.

Un messaggio agli editori…

Cari editori… quello che fate con lo scopo di vendere il libro è nocivo alla società. Non so se c’è dolo, non sono in grado di dire che fate parte del sistema criminale “forma popoli” attraverso propaganda misandrica. Forse state solo seguendo il “flow”, per usare un termine inglese che significa “corrente culturale e sociale dei giorni d’oggi” e quindi forse siete in buona fede. Da quello che dice la Glenda, siete una piccola realtà editoriale e quindi, probabilmente, si può escludere il dolo. Ma una cosa resta… codesto libro è malato e dovrebbe essere rimosso dal commercio.

Un messaggio alla Glenda Mancini…

Cara Glenda… COnntinuo a darti il beneficio del dubbio e ti parlo credendoti in buona fede e sana di principi… Ti ridico pubblicamente quello che ti ho detto in privato… sii più responsabile, anche nella scelta delle immagini per rappresentare quello che scrivi. Sei una ragazza giovane, hai 700 e più fans in Facebook… fai un favore all’Italia… togli quel libro dal commercio e chiedi scusa ai tuoi lettori. Ricomincia a far ricerche, impara e poi scrivi. Dimostrerai buon senso e senso di responsabilità. Dai il buon esempio e vedrai che il pubblico ti darà una nuova possibilità.

L’introduzione sulla tua copertina finisce con “Praticamente per incoraggiare gli uomini non è stato fatto nulla”.
Cara Glenda… questo mondo è al punto dove dovremmo iniziare ad incoraggiare le donne ad aprire gli occhi sul lavaggio di cervello di cui sono state vittime per decenni. Se vuoi incoraggiare qualcuno, incoraggia le madri moderne a smettere di portare i loro figli in tribunale, perché questo non serve ad altro che rovinarli. Mi hai detto che ti piace investire le tue energie in cose serie ed importanti. Ti garantisco una cosa… non c’è niente di più serio ed importante della collaborazione fra uomo e donna e della famiglia.

“…quasi come se l’uomo fosse destinato a ricoprire sempre e solo il ruolo di carnefice e la donna dello della vittima.”

Togli pure il “quasi” ed il “se”, Glenda.

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Aggiornamento – 21 Marzo 2014

Commento di Riccardo Ghezzi (co-admin della fan page dell’autrice del libro) a questo articolo sulla sua pagina Facebook: “Mi aspettavo che spuntassero i “Rettiliani” da un momento all’altro, invece niente

Cosa ti ha sucitato pensieri di rettiliani , Riccardo Ghezzi (per conto di Glenda Mancini)? Che ci sia lo Stato dietro o che esistano campagne misandriche?

Non si capisce cosa abbia suscitato pensieri di teorie rettilaine. Forse non accetta che esistano campagne misandriche oppure non crede che ci sia lo Stato dietro a quelle campagne. In entrambi i casi, credo che questo livello di ignoranza non possa essere accettato da un’autrice di libri, da una laureata in scienze dell’investigazione.
Allora credo sia il caso di fornire alla signorina altre informazioni a rigurado, perché i dati e la documentazione forniti in questo articolo senbra non siano sufficenti…

Campagne misandriche

  1. http://storiadivento.wordpress.com/tag/pizzey/
    “Il movimento femminista misandrico ovunque ha distorto il problema della violenza domestica per i propri fini politici e per riempirsi i portafogli. Mi stupii dell’organizzazione e delle palate di soldi che giravano. Vidi le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi. Testimoniai il danno fatto ai bambini in tali rifugi. Osservai i “gruppi di consapevolezza” progettati per plagiare le donne e far loro credere che i mariti fossero nemici da sradicare. Vidi che i padri ed i bambini venivano perseguitati negando i loro diritti”.
    Per salvarsi e salvare i suoi figli fu (Erin Pizzey) costretta a fuggire in USA dove restò 25 anni ormai incapace di impedire che i centri antiviolenza diventassero uno strumento di propaganda misandrica. In seguito l’impegno di Erin fu tutto rivolto contro la deriva guerrasessista e l’uso improprio di ciò che lei aveva creato.
  2. http://it.avoiceformen.com/misandria/una-nuova-campagna-misandrica-mascherata-da-pubblicita-progresso/
  3. http://news.you-ng.it/2012/10/25/4182-quello-che-non-si-puo-dire-lemergenza-femminicidi-in-italia-non-esiste/
    C’è però un modo, certamente molto efficace, per aumentare i fenomeni di violenza contro le donne ed è proprio favorire la propaganda misandrica e la campagna d’odio di genere che demonizza il maschio e lo dipinge, sempre e comunque, come carnefice.

Un crimine ad opera dello Stato

Dovrebbe bastarti questo >> https://www.youtube.com/watch?v=xTf0Q8z8GkQ
Aaron Russo è stato ucciso dalla CIA per aver parlato in pubblico di queste cose.

Cara Glenda, incarichi un Riccardo Ghezzi a scrivere per conto tuo sulla tua fan page in Facebook, il che significa che lo hai autorizzato a commentare ed a dibattere PER TUO CONTO. Condivisione dei punti di vista credo siano essenizali quando si delega qualcuno a parlare per conto tuo.

Hai postato questo articolo sulla tua pagina con la seguente introduzione:

Le uniche parole che mi sono rimaste sono NO COMMENT e non per mancanza di contenuti ma per rifiuto di dispendio di energie. Fortunatamente esistono le conferenze.

Ieri mi dicesti che non avresti avuto problemi a conforntarti pubblicamente. Hai cambiato idea? O forse ammetti che non può esistere confronto in quanto quello che ho scritto l’ho scritto accompagnato da documenti e dati alla mano?

Fortunatamente esitono le conferenze? Cioè fammi capire… stai prendendo le distanze dal tuo libro? Ci stai dicendo che non ritieni il tuo libro un qualcosa da prendere in considerazione, rimandandoci alle tue conferenze? Brava. E’ un buon inizio. Il prossimo passo è quello di toglierlo dal commercio, se hai a cuore il voler divulgare verità invece che menzogne, se ci tieni a non dare un’immagine sbagliata di te stessa.

Sbagliando s’impara cara Glenda. Hai commesso un terribile sbaglio a pubblicare quella roba. Se sei sincera, fai mea culpa, ammetti lo sbaglio e togli quel libro dal commercio. Siamo già invasi da menzogne provenienti da goni dove. Fai un favore al mondo, non contribuire.

Non ce l’ho con te Glenda. Sei una ragazzina ingenua a cui va data una lezione. Ce l’ho con chi ti ha dato voce (i tuoi editori). Magari sono anche loro in buona fede e quello che hanno fatto è solo per VENDERE e FAR SOLDI, ma la verità è che gli editori dovrebbero VERIFICARE LA VERIDICITA’ DEI DATI, PRIMA DI PUBBLICARE. Quindi, VERGOGNATEVI cari editori dei miei stivali! Voi state al LIBRO come io sto alla medicina, con la differenza che io non me lo sogno nemmeno di PRESCRIVERE MEDICINALI! VERGOGNA!

Campagna misandrica Mediaset

Ecco un altro esempio di campagna misandrica criminale perpetrate sulla massa da parte di mass-media criminali.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/2014/notizia/ostia-17enne-rifiuta-di-abortire-il-fidanzato-la-massacra-a-calci-e-pugni_2028298.shtml

Di tutto quello che c’è scritto lì, FORSE di vero c’è solo che quello l’ha massacrata di botte. Il resto è tutto inventato.

Pedofilia ad Hollywood – La testimonianza di un attore

La vera rivoluzione salva famiglia comincia da qui!

Mi chiamo Gabriele Cripezzi, sono il fondatore di questo blog e da oggi mi dedicherò a questo nuovo movimento sociale affinché diventi un movimento presente anche in Italia. Alla base di tutto ci stanno l’uomo e la donna e la loro capacità di COLLABORARE. Una capacità che il sistema femminista ha trasformato negli ultimi decenni in CONFLITTI fra sessi, vera radice dei problemi sociali del mndo occidentale.

Non farmici tornare , Mamma!

“Don’t make me go back, mommy!” è il titolo di un libro scritto nel ’90 da professinisti dell’igene mentale, consulenti scolastici, organizzazioni di genitori e gruppi di supporto, con l’intenzione di far capire i segnali di abusi su bambini in riti satanici.

http://translate.google.com/translate?hl=en&sl=auto&tl=it&prev=_dd&u=http%3A%2F%2Fvigilantcitizen.com%2Flatestnews%2Fdont-make-go-back-mommy-creepy-childrens-book-satanic-ritual-abuse%2F

Son passati tre anni e….

…ed ancora sei qui, Giorgio Ceccarelli, a predicare una religione che a niente di buono ha portato.

Viviamo in un epoca dove ormai la maggior parte degli internettiani sanno che i mass-media sono complici del male, complici dei criminali. I mass-media FORMANO, non informano. Molti qui saranno d’accordo con me nel dire che dobbiamo NON fidarci, di niente di quello che è riportato sui giornali o detto in televisione. Chi è d’accordo su questo punto non può non essere d’accordo sul fatto che chiunque utilizzi i mass-media è da prendere ocn le pinze, e cioè da fare attenzione a non cadere in tranelli FORMATIVI.

Con il Ceccarelli ho avuto a che fare (discussioni in pubblico ed in pvt) sul suo operato nel mondo dei padri separati dai figli. Per chi non lo sa, il Ceccarelli fu vittima di un complotto operato dalla suocera (se non sbaglio) che trovò il modo di farlo condannare per spaccio di droga, al fine di eliminarlo dalla vita della figlia. Il Ceccarelli ha risolto questa sua sventura ed è riuscito a garantire se stesso a sua figlia. Poi (o prima o durante) continua nella sua opera di attivismo pro-padri-separati. Questa cosa gli fa onore, certo. Oppure no?

In genere, quando un padre risolve il suo (e dei propri figli) problema, molla e continua nella sua vita. Il Ceccarelli invece ha continuato. Onore a lui, oppure no? I dubbi sono leciti e, per esperienza diretta, cioè per quello che è stato detto e scritto CON ME direttamente, il Ceccarelli penso (ma mi posso sbagliare) sia un complice del sistema criminale Statale distruggi famiglia, distruggi padri. Ripeto, mi posso sbagliare ma visto che il Ceccarelli è un personaggio pubblico, non può esimersi dalle critiche, anche se pesanti, come in questo caso.

Ho postato qui sopra due articoli che riportano le conversazioni intercorse fra me ed il Ceccarelli 3 anni fa. Il suo modo di corrispondere ed i contenuti da lui scritti, mi hanno fatto pensare ad uno che tutt’altro ha a cuore l’interesse dei padri, mi hanno fatto pensare a qualcuno che si muove per interessi personali. La chiusura al dialogo ed alla valutazione di possibilità alternative al suo modo di operare fanno trasparire un “sano” problema di ego che poco sa di collaborativo diametralmente opposto al suo predicare (leggere gli articoli in questione).

Ho avuto da subito la sensazione che il Ceccarelli facese parte del SISTEMA e pensai che probabilmente il suo problema (e di sua figlia) lo risolse vendendo la sua anima al diavolo, per usare una metafora oggi molto usata per spiegare il successo individuale in breve tempo e con tali risultati. Ma, come dicevo… mi posso sbagliare.

Sono un forte sostenitore del NON MANIFESTARE e, per un anno, mi sono sbattuto per far capire al popolo (padri separati) che manifestazione fa rima con fallimento e mi sono sbattuto al fine di far capire al popolo che chiunque ti inviti a manifestare non fa altro che aiutare (forse inconsapevolmente) il sistema criminale abusatore di minori. Dico abuso in quanto eliminare il padre dalla crescita di un bambino-a è il peggiore dei crimini sull’umanità in quanto elemento indispensabile per un sano sviluppo psico-emotivo dell’inidividuo che quando viene a mancare le conseguenze sull’inidividuo prima e sulla società poi, sono deleterie.

Oggi vedo il Sig. Ceccarelli che usa frasi molto d’effetto nei suoi commenti e, da marketing manager, posso anche dire che il modo in cui scrive fa trasparire una bella conosceinza di Marketing. Che il Sig. Ceccarelli abbia qualcuno dietro che lo indirizzi e lo guindi nelle sue comunicazioni? Succede in politica, succede tutti i giorni… vedi Grillo, vedi Renzi, per citarne due più recenti.

Oggi vedo il Sig. Ceccarelli che commenta linkando a pagine in facebook che fanno bella mostra dei suoi “trofei” sui mass-media. Copertine di giornali, foto con celebrità, ecc.

Mass-media, celebrità, personaggi di un certo calibro… A qualcuno viene in mente qualcosa oppure sono un visionario malato di mente fissato con le teorie complottiste?

Caro Ceccarelli… la venrità prima o poi viene fuori ed a me la cosa puzza, parecchio. Ma ti ripeto, probabilmente al tuo posto, se cioè mi fosse stata data l’opportunità, avrei fatto come te.

Tu vai pure avanti con il tuo attivismo, ma la realtà è una e su quello non si discute… i numeri stanno sempre dando ragione a me, caro Ceccarelli. Il male sta andando avanti, NIENTE avete raggiunto con le vostre manifestazioni se si guarda al quadro generale. Si, alcune sentenza giuste ci sono state ma, lo ripeto da 3 anni, sono solo “chiappa merli” per far si che la gente continui a sperare in qualcosa che mai succederà: la giustizia giusta, i figli protetti, la famiglia protetta, la figura paterna protetta ed aiutata.

La Repubblica – Quotidiano nazifeminista

Interrogatevi… cosa c’incastrano i links ai dossier “Stop alle femminicidio” e “Uomini che odiano le donne” in un articolo ch eparla di un senegalese che ammazza per strada una ragazza per soldi? La risposta è semplice: si tratta di giornalismo femminista distruggi famiglia. Si tratta di FORMAZIONE, non di INFORMAZIONE. Formare le menti del popolo. Mettere donne ed uomini in conflitto per rovinare il valore più importante per l’essere umano, per la società: la famiglia.
Causare indebolimento nel popolo destabilizzandolo in ogni modo.

La famiglia non esiste più. L’uomo e la donna sono NEMICI o in COMPETIZIONE invece che in COLLABORAZIONE. Ci hanno fatto il lavaggio del cervello per metterci l’uno contro l’altro e per TASSARE le donne, il 50% della popolazione.

La Repubblica, come tutti gli altri giornali, sono servi del sistema. Mentono a più non posso, ci formano invece di informarci. Continuate a leggere i giornali. Continuate a finanziare queste organizzazioni criminali contro di noi, ma poi non piangete se vi hanno rovinato l’esistenza.