Rivoluzione Salva Famiglia

… contro il sistema criminale statale

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Centri Anti-violenza per donne o centri di violenza a sfondo Misandrico?

Il movimento femminista ovunque ha distorto il problema della violenza domestica per i propri fini politici e per riempirsi i portafogli. Mi stupii dell’organizzazione e delle palate di soldi che giravano. […] Sotto la copertura dei centri anti-violenza che danno loro fondi e strutture per portare avanti la guerra di genere contro gli uomini, le femministe hanno iniziato a diffondere dati tendenziosi.  […]

Vidi le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi. Testimoniai il danno fatto ai bambini in tali rifugi. Osservai i  “gruppi di consapevolezza” progettati per plagiare le donne e farle credere che i loro mariti fossero nemici da sradicare. Vidi che i padri ed i bambini venivano perseguitati negando i loro diritti.   Il giusto processo ed i diritti individuali venivano dichiarati essere finzioni patriarcali […] Capii che il femminismo è una frode.

Sia le donne che gli uomini possono essere crudeli. L’unica cosa di cui un bambino ha davvero bisogno, i suoi genitori assieme sotto lo stesso tetto, viene minata dall’ideologia che dice di difendere i diritti delle donne.  È venuto il momento di chiudere con questa ideologia dell’odio. […]  Quelle donne che amano i loro mariti, i loro partner, i loro figli, si uniscano al movimento degli uomini nel combattere le leggi anti-uomini.

Questa è la nostra ultima possibilità di correggere un male atroce. Milioni di uomini ed i loro bambini hanno sofferto nelle mani di questo malvagio movimento femminista. È arrivato il momento per uomini e donne di dire NO AL FEMMINISMO

ERIN PIZZEY

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Il lesbo-femminismo misandrico di Artemisia e Gladiatrice viene rifiutato

A ognuno viene data la chiave che apre le porte del paradiso. La stessa chiave apre le porte dell’inferno. Erin Pizzey sollevò il problema della violenza domestica, aprì il primo centro anti-violenza e seppe rifiutare il lesbo-femminismo misandrico. Dai capitoli 1-4 delle memorie di Erin:

«Lasciai Jack con i bambini quando uscii per partecipare al mio primo meeting di Liberazione della Donna. […] “Artemisia” mi disse, porgendomi una fredda mano. I suoi occhi scrutarono la mia faccia, e capii che disapprovava quello che vedeva. Era troppo tardi per levarmi il trucco. […] I giochi dei bambini erano accatastati ovunque ed i lavori domestici erano chiaramente alieni per lei. Pagine di giornali erano rozzamente appese sui muri. Vidi foto di donne con i fucili in spalla, donne asiatiche con il pugno alzato, e in mazzo c’era una foto di Mao.

Sei donne erano presenti e una sola si sentiva fuori posto come me. Artemisia disse che dovevamo formare una cellula locale e chiamarci “compagne” e darle 3.50 sterline per unirci. Obiettai: “sono venuta qua per unirmi ad un movimento di donne, non al Partito Comunista”.

“Stai unendoti ad un movimento di donne. Se non creiamo un nostro movimento continueremo ad essere oppresse dagli uomini. Perché sei qua? […] Sei qua perché tuo marito ti opprime”.

“Jack non mi opprime. È a casa con i bambini. Paga il mutuo così che io posso stare a casa. Come puoi dire che mi opprime?”.

La donna magra nell’angolo annuiva, e le sorrisi. Mi sentii sollevata che era d’accordo con me.

“Ti ha fatto il lavaggio del cervello” scattò Artemisia “Ecco perché sei qui. Dovete fare un gruppo per far nascere la consapevolezza, e verrò ad aiutarvi quando farete il primo incontro”.

Offrii la mia casa. […] Mi informò che avrebbe portato sei donne ed un’altra “sorella”. […]

Arrivarono assieme e fui felice di vedere la mia amica Alison — quella che mi aveva sorriso. Artemisia ci disse di sederci in semicerchio. La sorella con lei aveva lunghi capelli biondi, occhiali tondi, ed un naso da coniglio che arricciava con disapprovazione. Mi sembrava che mettesse in croce ogni cosa connessa con la stanza, la casa e la mia vita. […]

Ci informò che si chiamava Gladiatrice. Disse che le avevano dato un nome borghese quando era nata e aveva deciso di avere il diritto di cambiarselo. Ci fece una lezione su come non dovevamo usare i patronimici dei nostri oppressori — i cognomi dei nostri mariti. Provai a dire che mi piaceva il cognome di Jack ed ero felice di essere sposata. Non piacque alle sorelle. Iniziarono una menata che in seguito avrei udito molte volte. Dichiararono che la famiglia era un posto insicuro per le donne ed i bambini. Nel nuovo ordine, quando le donne avranno distrutto il patriarcato, gli uomini non comanderanno ed il mondo e le famiglie conterranno solo donne e bambini — gli uomini potranno essere buttati via. Un silenzio inorridito scese sul nostro piccolo gruppo. […]

Vidi gli occhi di Alison allargarsi quando Gladiatrice spiegò che le donne liberate non dovevano avere relazioni sessuali con gli uomini: “vorreste dormire con il nemico?”.

“Mio marito non è mio nemico” replicò Alison.

“E inoltre, ad alcune di noi piacciono gli uomini” aggiunsi.

“Hai mai fatto sesso con una donna, Erin?” chiese Gladiatrice inarcando le sopracciglia.

“È sulla mia lista di cose da fare” risposi scherzando. […]»

Nel successivo incontro le donne normali preferirono riunirsi senza le femministe, e, con l’aiuto del marito della Pizzey, disegnarono il simbolo del loro gruppo: due donne rivoluzionarie attorno ad un cartello, che puntava in due direzioni. La freccia a destra diceva “da questa parte per la rivoluzione” e quella a sinistra “Da questa parte per la distruzione”.»

 

SORGENTE: http://www.cafm.me/cafm-exit-strategy/pizzey-rifiuta-femminism/

Una mamma scrive ai papà separati: è impossibile proteggere i bambini dalle nazi-femministe combatte

«Quando decisi di divorziare (ero annoiata) andai da 3 diversi avvocati. Tutti mi chiesero se mio marito mi abusava. Mai, in nessun modo mio marito si è comportato male con me. Con mio grande stupore, tutti e tre gli avvocati mi dissero la stessa cosa: se non accusavo di abusi mio marito, non avrei ottenuto l’affido esclusivo dei figli. Se lo avessi accusato, avrei ottenuto tutto e anche di più. Quando chiesi come avremmo provato le accuse, mi dissero che i giudici non richiedono prove, di andare ad un centro anti-violenza, che mi avrebbero aiutata supportando le mie accuse di abusi. […] Non avendo soldi per gli avvocati, seguii il consiglio. Con riluttanza, portai i bambini al centro.

Non potevo credere a quello che vedevo. Fuori, appariva come il pubblico vorrebbe vederlo. Dentro, una verità molto diversa.


Era una specie di culto. Odiare gli uomini la prima priorità. […] Seguendo il loro progetto, avrei ottenuto non solo l’affido esclusivo, ma anche la macchina, la casa, il terreno, e soldi per il resto della mia vita. […] Vidi l’uomo che era stato mio marito distrutto: emotivamente, finanziariamente e fisicamente. Ottenni l’affido esclusivo dei figli, l’allontanamento del padre da casa, e nel supremo interesse del minore, la casa e la macchina.

Fu anche incriminato. L’uomo che con me aveva messo al mondo i nostri figli, aiutato a crescerli, che li amava teneramente, fu obbligato a starne lontano, a mantenere me (più di quanto avessi bisogno) e loro. Lo distrussi, lasciandolo con poco per sopravvivere.

*   *   *

Mio fratello sta ora combattendo per i suoi figli, e la sua ex sta usando la stessa tattica che mi hanno insegnato al centro. Mio fratello è ridotto come il mio ex.

Sapendo come ho distrutto il mio ex, e capendo il male che ho fatto, cerco di aiutare mio fratello. È stato sbattuto fuori da casa sua e vive con me. È iscritto ad una organizzazione di padri separati e riceve messaggi sull’affido condiviso, etc.

Questi gruppi devono smetterla di combattere in modo pulito.

In tutta onestà, è impossibile compiere atti peggiori di quelli che le femministe hanno già fatto. Per molti anni petizioni, campagne… non hanno portato a niente. I media, gli avvocati, i politici, la gente comune già conoscono le ingiustizie subite dai padri, e nulla cambia.
Il cambiamento arriverà solo se forzato. Non so cosa occorra fare, ma continuare così è inutile. […]

So che ci sono vere femministe come Erin Pizzey che combattono per la vera eguaglianza.
Dobbiamo fermare le femministe radicali, che non capiscono che quello che ottengono oggi produrrà domani la devastazione. Vogliono solo una cosa, appropriarsi di tutto per loro stesse, senza badare al prezzo pagato da altri.

 

Processi di Norimberga al (nazi)femminismo

Gli istituendi processi di Norimberga al (nazi)femminismo sono finalizzati a fermare i crimini contro l’umanità compiuti contro uomini, bambini e le loro famiglie. Si dividono nei seguenti filoni:

  1. Processo alle calunniatrici. Chi ha mosso false accuse contro un uomo verrà condannata alla massima pena che avrebbe comportato la falsa accusa, indipendentemente dagli esiti dell’eventuale processo.
  2. Processo alle pedo-calunniatrici. Chi ha coinvolto bambini in false accuse verrà condannata al doppio della massima pena che avrebbe comportato la falsa accusa, indipendentemente dagli esiti dell’eventuale processo.
  3. Processo alle rapitrici di bambini.  Chi ha sottratto uno o più bambini dal proprio padre verrà condannata a tanti anni di galera quanti gli anni di allontanamento di cui è colpevole; dovrà inoltre risarcire in parti uguali ciascuna delle vittime: 1000€ per ogni giorno di allontanamento.  Potrà chiamare a contribuire al risarcimento chiunque abbia collaborato alla sottrazione.
  4. Processo alle alienatrici.  Chi ha causato, direttamente o indirettamente, una alienazione genitoriale di grado (medio) grave ad un bambino verrà condannato a 9 (18) anni.
  5. Processo alle propagandiste. Chi ha sostenuto in presenza di 3 o più persone l’odio di genere (ad es. producendo e/o diffondendo dati falsi e/o tendenziosi volti a dipingere le donne come vittime degli uomini) verrà collocata per 3 anni in centri di lavoro e di recupero, rinnovabili ripetutamente per 3 anni qualora il recupero non sia conseguito.  Chiunque abbia tentato di negare che l’alienazione genitoriale è un abuso sull’infanzia verrà soggetto alla pena cui al punto 4.
  6. Processo ai professionisti.  Chi ha contribuito a sostenere 3 o più false accuse verrà radiata ed interdetta da qualsiasi carica e/o professione e/o incarico pubblico e condannata a scontare 1/3 della massima pena che avrebbe comportato ciascuna falsa accusa, indipendentemente dagli esiti degli eventuali processi.  Se da queste false accuse è derivata l’alienazione di un bambino, si applica la pena di cui al punto 4.

 

Verranno adottate le stesse procedure illiberali usate dalle feminazi contro gli uomini:

  1. Inversione dell’onere della prova. La parola di chi accusa avrà valore probatorio e verrà protetto dall’anonimato. La feminazi accusata verrà condannata a meno che non possa provare la sua innocenza.  Ogni precedente potrà essere usato.
  2. Nessuna prescrizione del reato.  Una feminazi risponderà di ogni reato imputatole in ordine a fatti posteriori al 1o gennaio 1968.
  3. Carcerazione preventiva. La feminazi accusata di reati che prevedono il carcere, verrà incarcerata in attesa del processo.  Le sarà consentito vedere familiari in incontri protetti di un’ora settimanale.
  4. Sostegno a chi denuncia.  Chi denuncia ha diritto ad assistenza legale gratuita. Se cittadino di nazione che all’epoca dei fatti incoraggiava accuse femministe mediante compensi monetari e/o altri benefici (quali casa pubblica, posto di lavoro) riceverà tali compensi.

Misure speciali finalizzate a garantire la certezza della pena:

  • La feminazi fuggita in paesi che rifiutano l’estradizione verrà processata in contumacia; l’esecuzione dell’eventuale condanna verrà affidata ad unità speciali, autorizzate ad operare sul modello di quelle che hanno ritrovato nazisti e terroristi.
  • Qualora la pena ecceda i 50 anni e/o coinvolga reati di particolare gravità verso uno o più bambini, verrà sostituita con la pena massima prevista nel paese territorialmente competente (pena capitale o ergastolo)

 

 

Esempio 1:  al fine di impadronirsi dei figli, Maria tenta una falsa accusa di maltrattamenti in famiglia, con l’assistenza di una avvocata feminazi, che la manda con i figli per un anno in uno dei loro falsi centri anti-violenza. Così facendo impedisce ai 2 figli di liberamente frequentare il padre per 3 anni.   I bambini non subiscono l’alienazione genitoriale e non vengono coinvolti in false accuse.   SentenzaMaria viene condannata a 5 + 3 * 2 = 11 anni di galera.  Dovrà inoltre risarcire 365.000€ a ciascun figlio, e 730,000€ a loro padre. La responsabile del centro femminista viene condannata a 2 anni di galera.  L’avvocata femminista viene condannata (se recidiva) a 1.66 anni di galera e radiata.  Dovranno inoltre contribuire al risarcimento.

Esempio 2: dopo 3 anni Maria si rivolge ad un abusologo per tentare una falsa accusa di pedofilia in cui coinvolge entrambi i figli e dalla quale deriva l’alienazione di grado medio del bambino più piccolo.  Sentenza: Maria viene condannata a 20 * 2 + 9 = 49 anni di galera, che sommati alla condanna precedente vengono commutati in pena capitale.  L’abusologo, le due feminazi che avevano contribuito ad avviare il caso e chiunque abbia collaborato all’alienazione ricevono 9 anni di galera.

I falsi centri anti-violenza

Erin Pizzey, la donna che per prima sollevò il problema della violenza domestica e fondò il primo centro anti-violenza:

«Il movimento femminista ovunque ha distorto il problema della violenza domestica per i propri fini politici e per riempirsi i portafogli. Mi stupii dell’organizzazione e delle palate di soldi che giravano. […] Sotto la copertura dei centri anti-violenza che danno loro fondi e strutture per portare avanti la guerra di genere contro gli uomini, le femministe hanno iniziato a diffondere dati tendenziosi.  […] Vidi le femministe costruire le loro fortezze di odio contro gli uomini, dove insegnavano alle donne che tutti gli uomini erano stupratori e bastardi. Testimoniai il danno fatto ai bambini in tali rifugi. Osservai i  “gruppi di consapevolezza” progettati per plagiare le donne e farle credere che i loro mariti fossero nemici da sradicare. Vidi che i padri ed i bambini venivano perseguitati negando i loro diritti.   Il giusto processo ed i diritti individuali venivano dichiarati essere finzioni patriarcali […] Capii che il femminismo è una frode. Sia le donne che gli uomini possono essere crudeli. L’unica cosa di cui un bambino ha davvero bisogno, i suoi genitori assieme sotto lo stesso tetto, viene minata dall’ideologia che dice di difendere i diritti delle donne.  È venuto il momento di chiudere con questa ideologia dell’odio. […]  Quelle donne che amano i loro mariti, i loro partner, i loro figli, si uniscano al movimento degli uomini nel combattere le leggi anti-uomini. Questa è la nostra ultima possibilità di correggere un male atroce. Milioni di uomini ed i loro bambini hanno sofferto nelle mani di questo malvagio movimento femminista. È arrivato il momento per uomini e donne di dire NO AL FEMMINISMO»

Le nazi-femministe dicono…

E poi venite a dirmi che bisogna stare calmi e che con la violenza non si risolve nulla.

Presto che e’ tardi!

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Il Nazi-Femminismo esiste davvero

Questa pagina e’ tratta dal sito che piu’ mi e’ servito per arrivare alla mia conclusione del sistema statale distruggi famiglia operante su base nazi-femminista.

Copio ed incollo per non rischiare di perdere informazioni cosi’ importanti. I server ed i siti molte volte spariscono ed i contenuti vanno persi.

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Dati Veri & Dati Falsi

Le stime proposte da diverse fonti (scientifiche, istituzionali, giornalistiche, sanitarie, di polizia, organismi di rilevazione statistica, centri antiviolenza) sono fra di loro discordanti. Ciò è dovuto a più fattori: se includere o meno nella definizione di violenza episodi di minore gravità (quali critiche sul modo di vestire!);  gruppi di pressione aventi interesse a dilatare o ridurre il fenomeno.  Ad esempio in Australia il Difensore Civico ha trovato un ente governativo colpevole di “irragionevole e sbagliata azione amministrativa” in merito ad una statistica che falsamente sosteneva che gli uomini fossero più violenti delle donne.

sorgente: http://www.centriantiviolenza.eu/statistica/

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Come le femministe hanno falsificato le ricerche sulla violenza per calunniare gli uomini

da: http://www.centriantiviolenza.com/the_truth_archives/dati-falsificati/

In questo articolo il prof. Murray Straus, uno dei massimi esperti mondiali in materia di violenza domestica, descrive i metodi criminali usati da femministe per far credere che gli uomini siano più violenti delle donne.

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Avvocata nazi/femminista in Francia – Bambini devastati

da http://www.centriantiviolenza.com/the_truth_archives/lexpress-bambini-devastati-da-avvocata-femminista-specializzata-in-calunnie-pedofile/

15 madri separate accecate dall’odio.
15 papà separati falsamente accusati di

pedofilia. 15 e più bambini devastati.
1 avvocata femminista, con sempre la stessa tecnica: false accuse con la formula che ne impedisce l’archiviazione.

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